Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS

Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS Padova

CONVEGNO INTERNAZIONALE

E’ VIETATO UCCIDERE LA MENTE DEI BAMBINI - Edizione 2012

LA “FINE” DELL’EDUCAZIONE E DELLA SCUOLA - Prima sezione

Padova, 8 Dicembre 2012

Aula Magna, Dipartimento di Sociologia, Via Cesarotti 12

Ore 9.30 Saluto delle Autorità. Intervento on. Andrea Colasio, Assessore alla Cultura di Padova

9.45 Dott.ssa Micaela Grasso - Psicologa - Presidente Teatro Ragazzi G.Calendoli Onlus Padova: Il Teatro per Ragazzi di Padova: esperienze di laboratorio nelle scuole

10.15 Professor Ivano Spano - Università di Padova, Presidente del Convegno: Educazione e Scuola: quale futuro

11.00 Professoressa Raffaella Semeraro - Università di Padova: Percorsi e soggetti dell’educazione, oggi

11.45 Professoressa Graziella Vizziello - Università di Padova: Il territorio relazionale della scuola: allievi, insegnanti, genitori

12.30 Pierangelo Pedani - Dirigente Psicologo, Asl Siena: Dinamiche relazionali e forme del disagio nella scuola

13.15/14.30 Pausa

14.30 Giuseppe Longo - Università di Trieste: Nuovi saperi e nuove tecnologie nella scuola 

15.15 Alessio Surian - Università di Padova: Processi educativi formali e informali. La sfida della “buona scuola”

16.00 Mario Bolognese - Scrittore, Pedagogista Orientamenti pedagogici per la scuola del futuro

16.45 Ambrogio Sparagna - Direttore Orchestra Nazionale di Musica Popolare Maurizio Stammati - Regista, teatro Bertolt Brecht – Formia -Performance Il ruolo dell’arte e della musica nell’educazione e nei processi di apprendimento

17.45 Dibattito

18.30 Conclusioni - Professor Ivano Spano - Riflessioni dal Convegno:

 

Riflettendo su educazione e sulla scuola non si può non richiamare il presupposto già enunciato dal pedagogista Howard Gadner (Educare al comprendere) che afferma come “non è possibile istruire se prima non si è provveduto o non si provvede alla costruzione dell’identità”. In questa direzione, anche il pedagogista Raffaele Mantegazza nel suo lavoro “La fine dell’educazione” afferma come “sia evidente che alle spalle dell’educazione, dietro la scelta di educare ci sia la questione della soggettività”. Non si tratta i avere soggetti da formare, ovvero de-formare, incasellare, costringere, ma, letteralmente, di costruire nuovi soggetti all’interno dei dispositivi educativi. L’attività del Maestro, dell’Insegnante è, quindi, una attività “antropogenetica”, di costruzione del soggetto (che è pur sempre lui, il Maestro, l’Insegnante) e in questo risiede la sua autonomia. Su questa base e nell’attuale situazione di crisi in cui versano processi educativi e scuola , la sfida della “buona scuola” e per la buona scuola è sfida per creare le condizioni per la realizzazione e il riconoscimento di ogni soggetto umano. E’, quindi, sfida culturale, sociale e civica, sfide capaci di attivare attitudini a individuare ,esplicitare, porre e trattare problemi nonché collegare saperi come insieme delle risposte collettive verso la costituzione di quell’attitudine riflessiva straordinaria che possiamo definire “pensare il pensiero”, rompere costantemente il limiti del pensiero consolidato/stereotipato, per accedere a nuovi significati della realtà e della esperienza.

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