Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS

Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS Padova

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


 

   

BIO SOTTO CASA

 

Per il giorno 18 settembre all'Arena di Padova, in caso di maltempo al Palazzo della Ragione, all'interno della Festa per i 30 anni del Festival Nazionale del Teatro per i  Ragazzi, ci sarà il progetto Il Bio Sotto Casa con Silvia Ferro come animatore dell'incontro consumatori dalle ore 10 alle 18, disponibile per informazioni e con materiale del progetto.

Alleghiamo l’articolo di presentazione di Salvatore Basile, responsabile del progetto, i tre loghi autorizzati aggiunti in tempo reale da Arianna Castagna della segreteria nazionale.

Durante la giornata ci saranno spettacoli di Teatro per ragazzi e, in concomitanza alcuni prodotti e produttori biologici locali ed artigianali, per garantire il cibo sano per la mente e sano per il corpo.

Durante la cena saranno offerti agli artisti e volontari della giornata i contorni Diversamentebio con biodiversità coltivata e tra le persone (in allegato la carta intestata con il marchio, che è registrato ma autorizzato ad usare per questa festa).

Attendiamo incuriositi come ragazzi cosa per vedere succederà il 18 settembre con la magica cornice dell'Arena ed il talento degli artisti che interverranno.

Buon conto alla rovescia per tutti!


Teatro per ragazzi, convegno a Montegrotto

il mattino di Padova — 11 settembre 2010   pagina 42   sezione: GIORNO/NOTTE

Ha preso il via ieri al Palazzo del Turismo di Montegrotto il quinto convegno organizzato ogni due anni dall’Istituto di Sperimentazione e Diffusione del Teatro per i Ragazzi e i Giovani - Centro Studi Giovanni Calendoli - che ha scelto di sviluppare due giornate di approfondimento partendo dai contenuti del libro-manifesto «È vietato uccidere la mente dei bambini», curato dalla psicologa Micaela Grasso. Il tema di quest’anno riguarda l’importanza dell’esperienza artistica, della conoscenza della bellezza delle diverse facoltà espressive, per la crescita dei ragazzi.  Una riflessione a tutto campo, che permette al bambino di riappropriarsi della sua natura grazie all’avvicinamento all’arte, che può avere enormi valenze educative. Il convegno ha come obiettivo quello di porre al centro dei processi evolutivi il ruolo delle diverse facoltà espressive. Ieri è stato consegnato il Sigillo della Città di Montegrotto Terme a Maurizio Stammati, attore e regista, per il suo impegno anche nel teatro per i ragazzi. Nella seconda parte della prima giornata di convegno il direttore scientifico Ivano Spano ha aperto con la relazione su «Infanzia ed esperienza artistica come esperienza di vita», seguito da approfondimenti sulla creatività nelle relazioni e nelle rappresentazioni e l’educazione al patrimonio artistico e culturale.  Oggi si entra nel vivo con l’intervento di Micaela Grasso sul tema «Crescere con l’Arte nel cuore. Sergio Noberini, direttore del Museo Luzzati di Genova, parlerà di Emanuele Luzzati «Un prezioso artigiano dell’illustrazione, del cinema e del teatro». In tarda mattinata si terrano due laboratori: uno sul teatro «Il Teatro nella costruzione del sé», e uno sull’educazione artistica. L’ingresso al convegno è gratuito e aperto a tutti, info 0498808792. (er.bol.)


ARTICOLO MONTEGROTTO TERME


ARTICOLO EOLO

Grande festa per i 25 anni del festival/Piccolo resoconto e programma

Si sono svolti Domenica 24 settembre dalle ore 16 alle 20 per le piazze di Padova con gli spettacoli di Laura Kibel, Alessandra Casali delle compagnie Lanciavicchio, Teatro Bertold Brecht, Teatro della Gran Guardia, L’Arcolaio, La Città dei Bambini, di Lucia Schierano,di Guido Spinello,del Gran Teatro dei Burattini i festeggiamenti per la venticinquesima edizione del Festival di Teatro ragazzi di Padova.
Una giornata piena di incontri e di ricordi soprattutto dedicati a Luciano Castellani,storico animatore e fondatore del Festival.Una giornata premiata dal sole che ha testimoniato la vitalità di questa manifestazione che ha davanti a sè traguardi ambiziosi con al centro la volontà di mettere l'infanzia ed il teatro per ragazzi al primo posto dei propri interessi.Per l'occasione è stato edito un libro "L'arte nel teatro,il teatro nell'arte" che contiene interventi di critici,delle compagnie che hanno fatto grande il Festival,con dati e disegne dei migliaia di bambini che hanno frequentato la manifestazione Auguri di buon proseguimento per Renata Rebeschini e Micaela Grasso da parte di Eolo.


PROGRAMMA XXV FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO PER I RAGAZZI

30 settembre, ore 16 e 1 ottobre, ore 10 e ore 16
STORIA DEL GALLO SEBASTIANO/ Serra Teatro di Rimini

7 ottobre, ore 16 e 8 ottobre, ore 10 e ore 16
ESTRAGONA, la strega pasticciona/ Teatro dell’Argine di S. Lazzaro di Savena BO

14 ottobre, ore 16 e 15 ottobre, ore 10 e ore 16
GIALLO FAVOLA/ Sezione Aurea di Bergamo 

21 ottobre, ore 16 e 22 ottobre, ore 10 e ore 16
IL MIO NOME È ATALANTA/ delleAli di Cassano d’Adda MI

28 ottobre, ore 16 e 29 ottobre, ore 10 e ore 16
STORIA TUTTA D’UN FIATO/ Albero Blu di Lecco

4 novembre, ore 16 e 5 novembre, ore 10 e ore 16
TOM E HUCK... guai più che mai/ Teatro Eidos di S. Giorgio del Sannio BN

11 novembre, ore 16 e 12 novembre, ore 10 e ore 16
ALICE e le meraviglie/ Il Cerchio di Gesso - Oda Teatro di Foggia

18 novembre, ore 16 e 19 novembre, ore 10 e ore 16
IMMON e DIZIA/ I Burlatti di Bergamo 

2 dicembre, ore 16 e 3 dicembre, ore 10 e ore 16
MONDO ROTONDO/ Le Nuvole di Napoli  


ARTICOLO IL SOLE 24 ORE

 

È VIETATO UCCIDERE LA MENTE DEI BAMBINI di Ivano Spano - Università di Padova

 

Certamente sull’infanzia gravano problemi importanti come la crisi delle agenzie di socializzazione, la crisi della famiglia e, in particolare, della genitorialità, fenomeni di solitudine, difficoltà affettive e relazionali, precocizzazione di molti comportamenti e significative modificazione degli stessi processi cognitivi. Per tutto questo, istituzioni come la famiglia e la scuola misurano tendenziali difficoltà a relazionarsi con questa “nuova” realtà che caratterizza la condizione e l’esperienza infantile.

 

Spesso, per l’incapacità a cogliere adeguatamente le dinamiche di questa realtà, si leggono alcuni comportamenti come espressione diretta di modalità devianti o patologiche. Queste semplificazioni annullano il peso del contesto sociale e delle problematiche connesse e riducono i problemi soggettivandoli, producendo, a volte, interventi drammatici e devastanti come la progressiva medicalizzazione dei problemi stessi.

 

La cura, anziché legarsi a esperienze capaci di andar oltre la pura eliminazione del sintomo (time is money) e ridare senso all’esperienza individuale, si limita a effettuare flebo al “corpo sociale” per rispondere allo stato di costante emergenza e tentare di mantenere almeno il ricordo della “società opulenta”.

 

La conseguenza di questa politica dell’ “emergenza”, oramai divenuta di regime, è quella di omologare alcuni comportamenti direttamente a patologie grazie all’uso sconsiderato, pericoloso ma ben manovrato di categorie diagnostiche come quelle espresse nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico) di derivazione nord americana. La tendenza è quella di generalizzare la diagnosi omologando comportamenti disincarnati dal loro contesto sociale, culturale e geografico e, soprattutto, di considerare ogni minima disfunzione ed espressione di disagio individuale e sociale come alterazione dei circuiti cerebrali: tutto trova un presunta sistematizzazione in un dis-funzionamento organico con conseguente, inevitabile ri-funzionamento farmacologico.

 

La prossima revisione annunciata del Manuale Diagnostico potrebbe introdurre nell’elenco delle patologie comportamenti e stati d’animo come l’apatia, l’infelicità cronica indifferenziata, ogni qualsivoglia espressione ansiosa e, probabilmente, qualsiasi manifestazione emotiva acuta che può far intendere una difficoltà di controllo da parte del soggetto.

 

A supportare, ma non certo scientificamente, questo progetto in atto sono, in prima fila i colossi farmaceutici che impegnano ingenti capitali nella diffusione dell’uso di psicofarmaci ad adulti e bambini, ottenendo incalcolabili profitti.

 

Un esempio basti: negli USA i bambini in terapia a base di psicofarmaci erano 150.000 nel 1970. Sono passati a 1 milione nel 1990, a 8 milioni del 2003 e a 11 milioni a fine del 2004, dando documentazione del fatto che una buona parte dell’intera popolazione infantile posa soffrire di disturbi patologici del comportamento.

 

L’introduzione, in Italia, di alcuni potenti psicofarmaci per minori (il Ritalin, lo Strattera ma anche il Prozac) è stata “santificata” dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco, redigendo i protocolli di prescrizione e somministrazione di molecole psicoattive a bambini cosiddetti iperattivi (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione - ADHD).

 

Ma, la medicalizzazione della realtà infantile e giovanile è già una preoccupante attualità. Le ricerche su adolescenti e giovani (Spano, 2005) documentano che il 36.0% di questi è sotto cura medica, che l’11.0% assume psicofarmaci, che il 22.0% ha subito almeno un ricovero ospedaliero nell’ultimo anno, che il 16.0% è in trattamento psicologico.

 

I dati nazionali sull’uso di psicofarmaci nei bambini scolarizzati sono ancora un “numero oscuro”. Ci sono alcune rilevazioni regionali che indicano una percentuale di oltre il 4.0% fino a una più contenuta dell’1.1%. Dal Progetto di Screening PRISMA (fonte Ministero Sanità) si valutano in 737.000 i bambini con disagi e turbe mentali e in 162.000 quelli affetti da ADHD.

 

Di fatto, molti sono i centri regionali preposti all’intervento sulla Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione: 20 Centri regionali per l’ADHD, 82 Centri regionali per la somministrazione di stimolanti (meta-anfetamine) ai bambini, con la costituzione del Registro Nazionale per la schedatura dei bambini in terapia psicofarmacologica (fonte Istituto Superiore di Sanità).

 

In Italia moltissime è qualificate sono state le reazioni contrarie a questi provvedimenti. E’ stata avviata una Campagna Nazionale “Giù le mani dai bambini”, guidata dal giornalista scientifico Luca Poma, che promuove e coordina le iniziative contro l’uso e la diffusione degli psicofarmaci ai bambini (www.giulemanidaibambini.org).

 

Significative sono, poi, le analisi in merito di alcuni studiosi. Il filosofo Umberto Galimberti, ad esempio, parla della disattenzione dei bambini a scuola come un sano “meccanismo di difesa” verso una scuola sempre più deprivata di significati capaci di motivare i bambini. Vale la pena di ricordare i risultati di molte ricerche (Spano e altri) sulla condizione infantile e adolescenziale che evidenziano come oramai ben il 35% dei bambini giochino da soli (nel chiuso di appartamenti), che una pari percentuale di bambini è incollata davanti alla televisione per 3.5 ore al giorno, che la dimensione relazionale tra adulto e bambino, sia nelle attività di gioco che familiari, si è sostanzialmente rarefatta e che le figure educatrici, insegnanti in testa, non sono più capaci di relazionarsi alla realtà sempre più complessa di cui i bambini sono portatori.

 

Esistono, allora, ben pochi punti in comune tra chi ritiene che, poiché i comportamenti psicologici hanno sempre una base biologica, si debba mettere a punto una ‘terapia delle molecole’, e quelli che, all’opposto cercano di accompagnare il soggetto sofferente nella ricerca del senso che si nasconde nel cuore del sintomo. Tali approcci rinviano a concezioni filosofiche, a visioni dell’essere umano, della società e della cultura del tutto differenti, dando luogo di conseguenza a pratiche terapeutiche radicalmente diverse e talvolta opposte.

 

Si rende necessario, quindi, una adeguata riflessione sui processi e le dinamiche che rendono, oggi, possibili certi comportamenti, dolorosa la loro presenza nell’incapacità/possibilità delle istituzioni preposte ad attivare competenze esplicative, relazionali e di progetto senza dover delegare a nessun altro risposte e soluzioni non solo improprie ma inadeguate e tali da portare a una tendenziale cronicizzazione dei disagi, con una progressiva crisi e resa precaria dell’intero tessuto sociale.


ARTICOLO IL SOLE 24 ORE (CONVEGNO 2008)

E’ VIETATO UCCIDERE LA MENTE DEI BAMBINI

di Ivano Spano

Università di Padova



Certamente sull’infanzia gravano problemi importanti come la crisi delle agenzie di socializzazione, la crisi della famiglia e, in particolare, della genitorialità, fenomeni di solitudine, difficoltà affettive e relazionali, precocizzazione di molti comportamenti e significative modificazione degli stessi processi cognitivi. Per tutto questo, istituzioni come la famiglia e la scuola misurano tendenziali difficoltà a relazionarsi con questa “nuova” realtà che caratterizza la condizione e l’esperienza infantile.

Spesso, per l’incapacità a cogliere adeguatamente le dinamiche di questa realtà, si leggono alcuni comportamenti come espressione diretta di modalità devianti o patologiche. Queste semplificazioni annullano il peso del contesto sociale e delle problematiche connesse e riducono i problemi soggettivandoli, producendo, a volte, interventi drammatici e devastanti come la progressiva medicalizzazione dei problemi stessi.

La cura, anziché legarsi a esperienze capaci di andar oltre la pura eliminazione del sintomo (time is money) e ridare senso all’esperienza individuale, si limita a effettuare flebo al “corpo sociale” per rispondere allo stato di costante emergenza e tentare di mantenere almeno il ricordo della “società opulenta”.

La conseguenza di questa politica dell’ “emergenza”, oramai divenuta di regime, è quella di omologare alcuni comportamenti direttamente a patologie grazie all’uso sconsiderato, pericoloso ma ben manovrato di categorie diagnostiche come quelle espresse nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico) di derivazione nord americana. La tendenza è quella di generalizzare la diagnosi omologando comportamenti disincarnati dal loro contesto sociale, culturale e geografico e, soprattutto, di considerare ogni minima disfunzione ed espressione di disagio individuale e sociale come alterazione dei circuiti cerebrali: tutto trova un presunta sistematizzazione in un dis-funzionamento organico con conseguente, inevitabile ri-funzionamento farmacologico.

La prossima revisione annunciata del Manuale Diagnostico potrebbe introdurre nell’elenco delle patologie comportamenti e stati d’animo come l’apatia, l’infelicità cronica indifferenziata, ogni qualsivoglia espressione ansiosa e, probabilmente, qualsiasi manifestazione emotiva acuta che può far intendere una difficoltà di controllo da parte del soggetto.

A supportare, ma non certo scientificamente, questo progetto in atto sono, in prima fila i colossi farmaceutici che impegnano ingenti capitali nella diffusione dell’uso di psicofarmaci ad adulti e bambini, ottenendo incalcolabili profitti.

Un esempio basti: negli USA i bambini in terapia a base di psicofarmaci erano 150.000 nel 1970. Sono passati a 1 milione nel 1990, a 8 milioni del 2003 e a 11 milioni a fine del 2004, dando documentazione del fatto che una buona parte dell’intera popolazione infantile posa soffrire di disturbi patologici del comportamento.

L’introduzione, in Italia, di alcuni potenti psicofarmaci per minori (il Ritalin, lo Strattera ma anche il Prozac) è stata “santificata” dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco, redigendo i protocolli di prescrizione e somministrazione di molecole psicoattive a bambini cosiddetti iperattivi (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione - ADHD).

Ma, la medicalizzazione della realtà infantile e giovanile è già una preoccupante attualità. Le ricerche su adolescenti e giovani (Spano, 2005) documentano che il 36.0% di questi è sotto cura medica, che l’11.0% assume psicofarmaci, che il 22.0% ha subito almeno un ricovero ospedaliero nell’ultimo anno, che il 16.0% è in trattamento psicologico.

I dati nazionali sull’uso di psicofarmaci nei bambini scolarizzati sono ancora un “numero oscuro”. Ci sono alcune rilevazioni regionali che indicano una percentuale di oltre il 4.0% fino a una più contenuta dell’1.1%. Dal Progetto di Screening PRISMA (fonte Ministero Sanità) si valutano in 737.000 i bambini con disagi e turbe mentali e in 162.000 quelli affetti da ADHD.

Di fatto, molti sono i centri regionali preposti all’intervento sulla Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione: 20 Centri regionali per l’ADHD, 82 Centri regionali per la somministrazione di stimolanti (meta-anfetamine) ai bambini, con la costituzione del Registro Nazionale per la schedatura dei bambini in terapia psicofarmacologica (fonte Istituto Superiore di Sanità).

In Italia moltissime è qualificate sono state le reazioni contrarie a questi provvedimenti. E’ stata avviata una Campagna Nazionale “Giù le mani dai bambini”, guidata dal giornalista scientifico Luca Poma, che promuove e coordina le iniziative contro l’uso e la diffusione degli psicofarmaci ai bambini (www.giulemanidaibambini.org).

Significative sono, poi, le analisi in merito di alcuni studiosi. Il filosofo Umberto Galimberti, ad esempio, parla della disattenzione dei bambini a scuola come un sano “meccanismo di difesa” verso una scuola sempre più deprivata di significati capaci di motivare i bambini. Vale la pena di ricordare i risultati di molte ricerche (Spano e altri) sulla condizione infantile e adolescenziale che evidenziano come oramai ben il 35% dei bambini giochino da soli (nel chiuso di appartamenti), che una pari percentuale di bambini è incollata davanti alla televisione per 3.5 ore al giorno, che la dimensione relazionale tra adulto e bambino, sia nelle attività di gioco che familiari, si è sostanzialmente rarefatta e che le figure educatrici, insegnanti in testa, non sono più capaci di relazionarsi alla realtà sempre più complessa di cui i bambini sono portatori.

Esistono, allora, ben pochi punti in comune tra chi ritiene che, poiché i comportamenti psicologici hanno sempre una base biologica, si debba mettere a punto una ‘terapia delle molecole’, e quelli che, all’opposto cercano di accompagnare il soggetto sofferente nella ricerca del senso che si nasconde nel cuore del sintomo. Tali approcci rinviano a concezioni filosofiche, a visioni dell’essere umano, della società e della cultura del tutto differenti, dando luogo di conseguenza a pratiche terapeutiche radicalmente diverse e talvolta opposte

Si rende necessario, quindi, una adeguata riflessione sui processi e le dinamiche che rendono, oggi, possibili certi comportamenti, dolorosa la loro presenza nell’incapacità/possibilità delle istituzioni preposte ad attivare competenze esplicative, relazionali e di progetto senza dover delegare a nessun altro risposte e soluzioni non solo improprie ma inadeguate e tali da portare a una tendenziale cronicizzazione dei disagi, con una progressiva crisi e resa precaria dell’intero tessuto sociale.



A questo riguardo il 5 Settembre prossimo a Montegrotto Terme (Palazzo del Turismo) si terrà il 4° Convegno Internazionale “E’ vietato uccidere la mente dei bambini – Condizione e disagio infantili: liberarsi dalla necessità dei farmaci”. L’iniziativa promossa dal Teatro per i Ragazzi e Giovani di Padova con la collaborazione del Comune di Montegrotto Terme e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, vedrà la presenza di importanti studiosi nel campo della sociologia, pedagogia, medicina e psichiatria, che interverranno sul tema. Sono previste le relazioni di Ivano Spano, Ivan Cavicchi, Luca Poma, Giorgio Antonucci, Alessandro Meluzzi, Raffaella Semeraro, Daniele Saglietti, Pierangelo Pedani, Graziella Fava Viziello ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ). 


 

ARTICOLO CORRIERE DEL VENETO

 

 


FANATIC ABOUT FESTIVALS

 

 

 

 


ARTICOLO DA DISABILI.COM

TEATRO DI STRADA, SOLIDARIETA' E UN LIBRO PER I 25 ANNI DEL FESTIVAL PIU' ANTICO D'ITALIA

 

Il traguardo dei 25 anni è arrivato e Padova festeggia il suo Festival Nazionale del Teatro per Ragazzi: il più antico d'Italia. 

Premiato con la Targa d'argento del Presidente della Repubblica il Festival nasce sotto  l'egida dell'Istituto di Sperimentazione e Diffusione del Teatro per i Ragazzi, e non ha mai cambiato formula. Per comporre i dieci spettacoli finalisti invitati ogni anno a Padova, una attenta commissione vaglia decine di proposte in tutta Italia, tra le quali, con la direzione artistica del grande Emanuele Luzzati, vengono infine scelti i partecipanti. Oltre 12mila spettatori concorrono a dare vita alla rassegna.

In occasione del venticinquesimo anniversario Domenica, 24 settembre, una settimana prima dell'inizio del Festival, il teatro professionistico si è così trasformato in teatro di strada con la manifestazione "Nelle Mani dei Bambini". Per un intero pomeriggio tra la piazza della Frutta, Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori hanno incontrato la Parata di Pulcinella, condotta da Maurizio Stammati con il Teatro Bertold Brecht di Formia,  la grande artista internazionale Laura Kibel, appena ritornata dalla Corea e dalla Francia, con il suo Teatro dei Piedi;- e poi Paolo Capodacqua,cantautore abruzzese e gli amici della Compagnia Lanciavicchio di Avezzano, che per l'occasione hanno preparato un originale spettacolo vocale. Da Sorrento arriva Antonio Guida, con la Compagnia L'Arcolaio. Protagonisti del pomeriggio il Gran Teatro dei Burattini di Ferrara, amatissimi dal nostro giovane pubblico; e poi Lucia Schierano,  Guido Spinello, allievo di Luciano Castellani. Immancabile  Renata Rebeschini che ha raccolto l'eredità di questo Festival, e il suo Teatro della Gran Guardia. Infine, Walter Mazzocchi, presidente dell'Associazione La Città dei Bambini, di Montegrotto Terme, con i suoi animali di gommapiuma. 

Il  Festival quest'anno si lega anche ad un progetto di solidarietàCometa ASMME l'associazione per lo studio delle malattie metaboliche ereditarie. Perché il Teatro è vita, è condivisione è crescita intelligente e divertente.

In occasione delle "Nozze d'argento" del Festival, l'Istituto di Diffusione e Sperimentazione del Teatro per i Ragazzi e Giovani, ha anche deciso di pubblicare un libro L'ARTE NEL TEATRO, IL TEATRO NELL'ARTE - i 25 Anni del Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi: dedicato a Luciano Castellani, anima dell'Istituto, prematuramente scomparso pochi anni fa, e a Giovanni Calendoli, il primo cattedratico italiano di Storia del Teatro e primo direttore artistico del festival.

Dal 30 settembre e fino al 3 dicembre il Festival entra nel vivo
Ecco il programma degli spettacoli che saranno presenti: 30 settembre e 1 ottobre - STORIA DEL GALLO SEBASTIANO Comp. Serra Teatro - Rimini; 7 e 8 ottobre - ESTRAGONA, LA STREGA PASTICCIONA Comp. Teatro dell'Argina - Bologna; 14 e 15 ottobre - GIALLO FAVOLA Comp. Sezione Aurea - Bergamo; 21 e 22 ottobre - IL MIO NOME E' ATALANTA Comp. DelleAli - Cassano d'Adda (MI); 28 e 29 ottobre - STORIA TUTTA D'UN FIATO Comp. Albero Blu  -Lecco; 4 e 5 novembre - TOM E HUCK… GUAI PIU' CHE MAI Comp. Eidos -S.Giorgio del Sannio BN; 11 e 12 novembre - ALICE E LE MERAVIGLIE Comp Il Cerchio di Gesso - Foggia; 18 e 19 novembre - IMMON E DIZIA Comp. I Burlatti  - Bergamo; 25 e 26 novembre - TRA LE NUVOLE Comp.e Teatro Verde - Roma e Teatri Comunicanti FM; 2 e 3 dicembre - MONDO ROTONDO Comp. Le Nuvole di Napoli: 
Ogni fine settimana, lo spettacolo partecipante verrà replicato tre volte: il sabato pomeriggio alle ore 16 e la domenica alle ore 10 e alle ore 16, sempre al Piccolo Teatro Don Bosco di via Asolo, zona Paltana, a Padova.

Infine una nota di servizio. Dopo i tanti anni trascorsi al Teatro Antonianum, quest'anno il Festival,   si sposta al PICCOLO TEATRO DON BOSCO, in zona Paltana, sempre a Padova. Il teatro è un po' meno capiente, ma ha il vantaggio di un grande parcheggio nel cortile interno. 


ARTICOLO DAL GAZZETTINO 19-09-2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


ARTICOLO DAL BIO SOTTO CASA

“IL BIO SOTTO CASA” è una campagna finanziata con il contributo dell’Unione Europea e dell’Italia e

realizzata dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, dall’AMAB e dalla Coldiretti.

Ritenendo che il diritto alla salute ed all’alimentazione di qualità appartengano a tutti, indipendentemente dal

reddito e dal luogo di residenza, il programma “Il Bio sotto casa” intende promuovere azioni di

informazione/formazione che privilegino proprio quelle categorie di cittadini che altrimenti risulterebbero con

più probabilità escluse dal consumo dei prodotti biologici. Tra le attività previste per la PROMOZIONE

DELLA FILIERA CORTA ci sono gli “Incontri con i Consumatori”, che si propongono di

individuare e formare coloro che potranno contribuire in seguito allo sviluppo di relazioni dirette fra chi

consuma e chi produce, partendo dalla consapevolezza che i produttori biologici e i consumatori “responsabili”

hanno obiettivi comuni e sono perciò possibili e praticabili nuove forme di incontro, scambio e collaborazione.

Invito all’incontro a tutte le persone 

interessate ai prodotti dell’agricoltura biologica:

domenica 18 settembre dalle 10 alle 18 presso l'Arena di Padova, all'interno della Festa per la celebrazione del trentennale de TEATRO RAGAZZI.

numero verde gratuito per ulteriori info 0080022122009

referente per la giornata  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   335 6620568


ARTICOLO DA ANDERSEN

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ARTICOLO DAL MATTINO 18-09-2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


ARTICOLO DALLA DIFESA DEL POPOLO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 


ARTICOLO DALLA PAGINA CULTURA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


 

PATROCINIO UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

UNIVERSI DIVERSI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 

 


 

 

 

 

 

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