Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS

Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS Padova

TESTIMONIANZA D'ALPAOS

Il Festival è un’esperienza emozionante. Lo è ancora di più se considero di averlo “vissuto” da una posizione per me privilegiata. Non l’ho vissuto, infatti, solo da spettatrice, ma anche da collaboratrice, cassiera, personale di sala. Il Festival non è UN festival, ma è IL Festival di teatro per ragazzi. In questi anni ho potuto vedere la professionalità e l’amore con cui la direzione artistica ed in particolare Renata e Micaela scelgono gli spettacoli, selezionati tra le migliori produzioni italiane dell’anno, perchè i bambini che vengono a teatro sono i LORO bambini e meritano di assistere ad uno spettacolo intelligente oltre che divertente. Ho assistito all’ingresso dei bambini in sala che trascinano i genitori tirandoli per la manica della giacca perché non vedono l’ora di entrare e pensano di essere in ritardo, ho visto i loro occhioni spalancati e curiosi fissare il sipario che finalmente, buio in sala, si apre. Ho visto la gioia con cui si avvicinano agli attori alla fine dello spettacolo per chiedere l’autografo... perché non si può andare via prima di avere avuto la loro firma sulla pagina “giusta” del libretto di sala che viene gelosamente conservato fino all’ultima rappresentazione. Ho visto i piccoli spettatori – come li chiamiamo noi - i veri protagonisti del Festival, consegnare soddisfatti ed emozionati la settimana successiva i disegni fatti pensando e rielaborando, con la fantasia che solo i bambini hanno così fervida e genuina, lo spettacolo visto il fine settimana precedente, magari la domenica mattina dopo una levataccia – perchè ci sono spettatori che arrivano anche da fuori città – e che sembra non pesare affatto perché “è il Festival e non si può perdere lo spettacolo”.

Ho potuto sentire l’affetto che provano nei nostri confronti - e mi includo con orgoglio nella grande “famiglia” del Festival - ho ricevuto gli abbracci e le coccole di quanti ci corrono incontro perché ci riconoscono, buttandoci le braccine al collo o saltandoci in braccio “acciambellandosi” come solo loro sanno fare. E anche noi sappiamo come si chiamano molti di loro, è impossibile non riconoscerli... anche per la strada il giovedì o qualunque altro giorno. Ho perfino festeggiato il compleanno di alcuni di loro a teatro... “perché fare la classica festa a casa o nelle ludoteche se si possono portare gli amici a vedere lo spettacolo e mangiare le pastine con il personale e magari... perché no, con gli attori?” Il successo del Festival è frutto di un lungo lavoro fatto CON e PER i bambini, un lavoro che è cominciato molto tempo fa con una persona speciale, Luciano, che purtroppo oggi non c’è più, ma rimane un ricordo gioioso e riconoscente nei cuori e nei pensieri di quanti hanno lavorato con lui ma soprattutto del pubblico, un pubblico affezionato che ritorna puntuale ogni anno e ogni tanto passa a salutare anche se ora è cresciuto. Il successo del Festival, però, è dovuto anche alla stima e all’affetto delle Compagnie di professionisti che vengono a Padova da lontano per la sana competizione, visto che ci sono il premio della giuria e soprattutto la “Rosa d’Oro”, il premio degli spettatori. Ma non solo... vengono nella nostra città perché conoscono la professionalità di Micaela e Renata, ma soprattutto perchè hanno sperimentato e sperimentano la loro accoglienza e la loro ospitalità. Da quando arrivano a quando ripartono non vengono mai lasciati da soli, ci sono i pranzi e la cena tutti insieme, compresi i collaboratori. Ci sono le passeggiate per il centro, i racconti degli aneddoti e della storia della città, della Torre dell’Orologio, del Salone e tanto altro. C’è l’amicizia. E tutto questo è vincente. È davvero un privilegio poter fare parte di tutto questo, ed è un grande arricchimento. “Sacrificare il fine settimana” dopo una settimana di lavoro – e la maggior parte del personale di sala fa tutt’altro nella vita – è una gioia e una fatica che non si sente, perché si riceve molto e non parlo ovviamente di soldi ma di calore e di affetto, si percepisce l’amore di fare una cosa in cui si crede con convinzione caparbia nonostante il taglio dei fondi, si prova una enorme felicità nel vedere i passi rapidi dei nostri piccoli spettatori che si affrettano a trovare posto in sala e i loro occhioni spalancati e curiosi a spettacolo iniziato. È questa la magia del Festival!

Chiara D’Alpaos

Museo Luzzati

Teatro Della Gran Guardia

Fondazione Caponnetto

Utopia

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