Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS

Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS Padova

TESTIMONIANZA MAZZOCCHI

Quando per la prima volta partecipai alla messa in scena di uno degli spettacoli del “Festival”, non conoscevo ne la manifestazione ne l’Antonianum, tantomeno “l’istituto” (l’associazione organizzatrice del Festival), conoscevo anche se in maniera limitata e limitante il teatro. Limitata nel senso di visto, osservato dall’esterno, quasi subito. Limitante perché non avendo conosciuto Luciano Castellani fino a quel momento, non ero in possesso degli strumenti necessari, minimi, indispensabili, gli occhi insomma per poter riconoscere quello che si rivelava ogni qualvolta uno spettacolo d’arte venisse rievocato. Dopo quasi sei anni di frequentazione del Festival, Luciano non l’ho conosciuto personalmente (e non lo potrò più conoscere purtroppo), l’ho invece incontrato sentito e vissuto nelle parole, nei gesti e soprattutto nei fatti che gli organizzatori di questa meravigliosa manifestazione hanno profuso e per la quale continuano imperterriti, imperturbabili, ostinati a prodigarsi. Posso, a distanza di anni, finalmente constatare che la famosa porta che si dovrebbe aprire, per entrare in simbiosi con uno spettacolo d’arte così particolare e affascinante, non si è spalancata ma comincio a sentire l’aria che da uno spiraglio di quella soglia socchiusa comincia pian piano a fluire dentro di me. Bella differenza rispetto alle frugali osservazioni dallo spioncino da dietro una porta chiusa dalla quale, riconoscere e sentire erano parole grosse. Forse per lo più erano i mugugnii a farmi sorridere, l’unica emozione forte che potevo saggiare assomigliava molto all’inconsapevole scarica adrenalinica che prova un bambino quando per la prima volta prova le montagne russe. 

 Walter Walter Mazzocchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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