Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS

Teatro Ragazzi G. Calendoli ONLUS Padova

TESTIMONIANZA GRASSO

…dire che sono cresciuta con il Festival forse non vuol dire molto!…affermare che il mio percorso di studi è legato al Festival è evidente…ribadire che ho formato il mio essere persona con le esperienze al Festival è ancora pocoammettere che se non avessi vissuto tutto quello che ho vissuto grazie al Festival sarei una persona diversa è una realtàessere consapevole che se non avessi incontrato le persone che ho incontrato in questi oramai 18 anni di Teatro non avrei formato il carattere della Micaela che sono ora è altrettanto ovvio. E questo è solo l’inizio di quello che il FESTIVAL, l’Istituto, il Centro Studi sono stati per me. Il Teatro, oggi, è qualcosa che mi appartiene, non semplicemente un’attività che occupa gran parte del mio tempo: è una realtà dentro di me. L’ho scoperto tanti anni fa, quando per la prima volta mi ci avvicinai semplicemente per curiosità e, dopo lo straordinariamente fortunato incontro con un Uomo di Teatro di grande statura culturale e morale, una persona davvero unica, il mio Maestro Luciano Castellani, ho cominciato a capire. Sono anche diventata allieva del prof. Giovanni Calendoli, che a volte amava seguirmi nel percorso scolastico, magari divertendosi con me nel mettere alla prova i miei stessi docenti, per i quali spesso, purtroppo, il Teatro era meno conosciuto di un Ufo…Ho imparato ad osservare ed ascoltare, ho avuto l’opportunità di crescere, come donna ma anche come professionista. Ho vissuto con intensità il mio essere Giuseppe (così mi chiamava Luciano quando in tuta da ginnastica mi arrampicavo tra tiri, cantinelle e luci), Micaela (nel rapporto personale) e poi la dott.ssa Grasso (nei rapporti professionali); tre identità che sapevano che avrebbero sempre potuto contare su chi aveva dato e dava loro la forza e la sicurezza di andare avanti. Anche oggi che Luciano non è più con noi, lo vedo, lo sento, lo ricordo in ogni momento, nella definizione delle programmazioni del Festival, negli angoli degli uffici (quotidianamente, per differenziare i locali si dice “l’ufficio di Luciano”, e lo dice persino chi non l’ha conosciuto!), nei teatri di tutta l’Italia, dove insieme abbiamo scoperto realtà di Teatro Vero. Le sue idee, il suo modo di vedere “il futuro” erano talmente evidenti per chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo e di stargli vicino, che non si possono non sentire le sue parole anche nel momento in cui si devono fare delle scelte, si devono elaborare progetti o strategie di lavoro. Affrontare i problemi, leggere le persone, codificare i pensieri, dare spazio a chi abbia davvero voglia di fare qualcosa per gli altri, far sentire parte integrante della grande macchina che è il FESTIVAL, gli amici, le persone valide che hanno capito è l’insegnamento forte che ho dentro grazie a lui! Sono così cresciuta con la convinzione che le risorse più nobili siano quelle umane, che quindi sentirsi parte di qualcosa di Bello sia gratificante e probabilmente un modo intelligente per dare dignità al nostro vivere. E se qualcuno, ogni tanto, mi dice: Sei proprio intransigente come Luciano! Hai davvero imparato molto dal tuo Maestro, questo è per me il migliore e il più gratificante dei complimenti. La stima e la considerazione conquistate negli anni, riconosciuteci da tutti coloro che in qualche modo si sono avvicinati a noi, continuano a mantenere quel carattere distintivo che mi fa essere orgogliosa di rappresentare questo Istituto, il quale, anche con il suo Centro Studi, intervenendo in ambiti professionali diversi, è cresciuto vieppiù maturando relazioni e collaborazioni con quelle realtà di livello internazionale, che in vari modi si occupano dello sviluppo e della crescita dei bambini. Non è davvero un caso che l’affetto e le amicizie più vere siano nate da incontri nell’ambito lavorativo che, proprio per la professionalità e la stima ricambiate, sono poi diventati molto di più. Prima di terminare questa mia breve testimonianza (molte e importanti sarebbero ancora le cose da dire), desidero parlare di coloro che amo e per i quali tutto il nostro lavoro, tutto il nostro impegno: i bambini, quei bambini che sento anche un po’ miei. Gli spettatori del Festival non sono clienti, sono essere umani, ricchi di emozioni e di idee, per i quali cerchiamo le cose migliori perché crescano con il giusto spirito critico, nel gusto della bellezza dell’arte. Ogni anno, quando si riaprono le porte del Teatro e il Festival ricomincia, me li ritrovo davanti, cresciuti ma sempre riconoscibili, che mi guardano con il sorriso, con la gioia di essere di nuovo con noi per condividere un’esperienza che rimarrà nei loro occhi e nei loro pensieri per sempre. La magia del Teatro è una cosa in cui ho imparato a credere grazie ai bambini ed ai genitori che negli anni hanno trovato i modi più svariati per dirci “continuate a credere in quello che fate!”. Non so se loro sappiano o si siano mai chiesti quanto sia importante, per noi, sentirci dire queste cose, sentire il loro affetto e la loro condivisione...Ecco, allora ne approfitto ora per dire che i miei sorrisi e i miei abbracci sono il mio modo per ringraziarli. Anche se qualche volta sembro forse troppo autoritari, (un giorno un giornalista, vedendomi impegnata tra decine di persone che non riuscivano ad entrare in sala, essendo il teatro quasi esaurito, e dovendo io essere velocemente decisionista, anziché direttrice di sala mi definì, scherzosamente ma non troppo, addetta al reclutamento dei posti), è il mio modo di essere affinché il nostro far teatro sia il più possibile perfetto e non vadano perduti quei valori educativi che stanno alla base del nostro lavoro. Grazie a tutti coloro che, in questa importante occasione, hanno avuto voglia di ricordare e di esserci per condividere una festa tanto importante. Coloro che con i loro pensieri ci hanno emozionato e donato tanta forza e gioia senza voler tralasciare i momenti di tristezza e ricordi di persone importanti che portiamo tutti nei nostri cuori. Grazie a voi artisti, grazie al nostro pubblico, ai nostri soci, agli amici che ci sono sempre stati vicini e a tutti coloro che insieme a noi hanno creduto e continuano a credere nel Festival e nella forza culturale del Teatro per i ragazzi.

Micaela Grasso

Museo Luzzati

Teatro Della Gran Guardia

Fondazione Caponnetto

Utopia